Frequentare la Sartoria

Sartoria - Teoria e Storia dell'Abbigliamento classico

Lorenzo Villa

da Parma, giovedì 10 dicembre 2020 alle ore 10:40:48

Insuperabile ed Inarrivabile Gran Maestro,

 

un’attenta riflessione sullo stato attuale della sartoria, e sulle sue modalità di esporsi al committente, non può prescindere da un vaglio della sua dimensione fisica. In altre parole, discutiamo con animo appassionato del suo stato dell’arte, della sua tecnica attuale ovvero della sua qualità artigianale autentica o meno, ma tralasciamo di parlare della sua fruizione, a mio avviso capitolo ‘fondamentale’ del vestire su misura. Se la sartoria è, come altrove esposto, la palestra dell’Uomo Elegante, come non considerare l’importanza, e l’irrinunciabilità, di ‘frequentare’ abitualmente la sartoria, di respirare la sua aria, di vivere il contatto diretto con il maestro ?

Complice la sparizione di tante realtà locali, negli ultimi anni si è assistito ad un vorticoso valzer di viaggi, trunk show, incontri, visite, nei più disparati spazi - e talvolta “disperati” – da parte di una pletora di sarti con valigia costantemente in mano e giacche crudelmente strapazzate una sull’altra e avvilite in bauli, stive, bagagliai.

A mio avviso è necessario enunciare con fermezza che questo forse è vestire su misura ma non vestire in sartoria. E’ vestire per necessità non per fede. E’ vestire, spesso, per professione non per passione devota nel Classico. Chi ama la sartoria e ne conosce ambienti e costumi mai accantonerà il suo spazio fisico per una camera d’albergo, un negozio o altri luoghi ben più inopportuni (ho assistito, ahimè, a prove in bagni di ristoranti ed in corridoi di postriboli, per dirne alcuni).

Occorre dire chiaramente: vestire su misura è andare regolarmente in sartoria; per le prove, per un saluto, per una chiacchiera, per un nuovo ordine, per una modifica, per un’annusata ai tessuti, per un dubbio che non ci ha fatto prender sonno, per uno sguardo mentre viene montata una manica, per una stirata di ripresa ad una giacca, per ripararsi dagli strali del cattivo gusto circonvicino. Al contrario non si riuscirà mai a compiere e comprendere un percorso che non è scelta estetica del nostro Io ma condizione di fedeltà ad una tradizione e ad un’idea di Uomo.


Cavallerescamente


Lorenzo Villa 

 

 

 

 

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Massimo Corini

Preg.to Cavalier Villa,

come mancare di elogiare ogni singola parola del suo intervento. Non a caso io scrivo <<frequento la sartoria da decenni>> per sottolineare quanto questo luogo faccia parte costituente del vestire su misura. Lascio i maestri vagabondi degli alberghi a chi non sa cosa vuol dire entrare in sartoria o, male per loro, non può. 

Attendo il commento finale del Gran Maestro. Ma grazie davvero di aver messo in luce questo punto fondamentale. Conta moltissimo.


Cordiali saluti e complimenti alla sua penna.


Massimo Corini

da Firenze, venerdì 18 dicembre 2020 alle ore 16:08:58
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