Aereo

Che lo faccia per divertimento o per lavoro, chi sa vivere farà in modo che viaggiare rimanga sempre un piacere e seguirà dei princìpi che renda-no il viaggio più gradevole a se stesso ed agli altri.
La necessità di rispettare orari di arrivo, check-in ed imbarco rende i-nesorabilmente ansiosi ed il nervosismo è il principale nemico del piacere del viaggio e della Vostra immagine di persona per bene. Quando Vi sentite in ritardo, la paura genera una tensione capace di farVi sudare a Toronto in Gennaio quanto a Santiago de Cuba in Agosto. Quel che è peggio, la tensione favorisce l'alterco con il personale o con altri viaggiatori. Il rimedio sovrano, quello che distingue il Saggio Viaggiatore, è quello di prevedere ed effettuare tutte le operazioni in anticipo, a cominciare dall'arrivo in aerostazione. Godetevi questo patrimonio di tempo e la coscienza della superiorità che Vi concede sugli altri, mantenendo la Vostra olimpica serenità di fronte ai possibili contrattempi e code. Avere sempre qualche minuto di vantaggio Vi permetterà non solo di godervi un caffè ed una visitina al bagno ed in edicola, ma anche di avere un po' di tempo per bighellonare tra gli assurdi negozi ipergriffati degli aereoporti in cerca della risposta all'eterna domanda: chi ci comprerà qualcosa? In partenza da Roma, terminale A (se non erro intorno al gate 20 o giù di lì), troverete un posticino interessante: una mescita a bicchiere di vini, con tapas di gusto nostrano. Lancillotto approva e spera non solo che duri, ma che qualche altra allucinante boutique possa trasformarsi in centro sociale di accoglienza per viaggiatori assetati e in anticipo.
Come si comporterà un frequentatore di Camelot in aereo?
Innanzitutto una raccomandazione sull'abbigliamento. Ovunque si debba andare, ricordarsi che gli aerei e gli aereoporti sono ormai molto confortevoli. Tenute da trekking, tute da ginnastica, pantaloni, camicie e gubbotti a 18 tasche sono da evitare. Fanno tanto Tartarin di Tarascona. Un abbigliamento sobriamente sportivo, compatibile col proprio stile e con i motivi del viaggio, identificherà il viaggiatore gentiluomo. Per i lun-ghi viaggi sarà utile avere a portata di mano un minuscolo necessaire con sapone, rasoio elettrico, colonia e deodorante. Il sapone di vostra fiducia vi farà sentire speciale, quale di certo siete veramente se avrete accolto o prevenuto questo consiglio. La sua fragranza vi eviterà di contaminarvi le mani con i persistenti, improbabili effluvi emanati dai saponi liquidi o so-lidi, tipici anche degli alberghi, treni, carceri, ospedali psichiatrici e altri luoghi da dove rispettivamente un Ibsen, un Cendrars, un De Sade o un Pound hanno potuto comporre capolavori, ma di certo non ispirati da simi-li agenti chimici. Opportuno in zone calde l'uso di assorbenti ascellari. In alcune occasioni la cabina resta senza condizionamento, come pure avvie-ne sempre nei "tubi" dell'imbarco e bisogna proteggere giacca e camicia da eccessi di traspirazione che, in situazioni di promiscuità, possono risul-tare anche solo esteticamente spiacevoli. Importanza essenziale hanno le scarpe, o meglio il modo di togliersele con una certa disinvoltura e corret-tezza. In prima classe sono disponibili idonee ciabattine usa e getta, recen-temente in via di sostituzione con calzerotti. Non sarà difficile procurarve-le preventivamente anche se viaggiate in turistica. Stare seduti a lungo in un ambiente pressurizzato fa lievitare i piedi come panettoni: è quindi im-possibile sopravvivere a molte ore di aereo con una scarpa classica tipo derby o oxford, che calza in modo rigido ed accollato. Se partite con que-ste calzature, portate con voi un calzascarpe.
Un consiglio pratico. Salvo che per i viaggi lunghi, cercate di organiz-zarvi con un bagaglio a mano. Eviterete le forche caudine del "lost & found". Esistono comode borse a carrello. Personalmente preferisco, per resistenza al personale addetto, le borse flosce Samsonite. Durano più a lungo di un matrimonio. Diceva Noel Coward che con l'aereo il passegge-ro va a Londra ed i suoi bagagli ad Hong Kong. In ogni caso, se utilizzate valigie di gran qualità fate che siano già rodate. Quelle nuove, oltre a dare l'impressione del parvenu, è più facile che vadano incontro ad uno … smarrimento. Eseguito il check-in, dove vi sarete divertito ad osservare e farvi osser-vare dall'attentissima e varia fauna di cui adesso fate parte anche Voi, è l'ora dei noiosi controlli al metal detector. Come già enunciato quale pri-ma regola del Saggio Viaggiatore, bisogna essere gentili con gli addetti: essi eseguono ordini, e se proprio devono contravvenire ad una disposi-zione lo faranno per chi gli sta simpatico, e non certo per chi urla come un'aquila in difesa dei piccoli. Una volta annunziato l'imbarco del volo, è inutile accalcarsi all'uscita: il posto assegnato è numerato. Certe scene da assalto alla diligenza non sono giustificate. Lo so quello che stanno pen-sando i più furbi: se arrivo prima in cabina, non avrò problemi a sistemare il bagaglio nella cappelliera. E' proprio lì che invece si distende la classe del S.V. (ricordate, il Saggio Viaggiatore) che con la sicurezza di un capo di stato affiderà all'impiegato più vicino il proprio trolley perché venga si-stemato in qualche posto (purché non sia quello scelto da Totò nella cele-bre scena di Totò a colori). Va invece prestata molta attenzione agli an-nunzi: i ritardi nella partenza sono spesso causati da passeggeri che, di-stratti al duty-free o al telefono, non sentono le chiamate: in questo caso la figuraccia con il personale di bordo e gli altri passeggeri è inevitabile.
Salendo a bordo il gentiluomo risponderà con un sorriso ed un som-messo "buongiorno" al saluto della hostess (solo in Italia si chiamano co-sì, nel resto del mondo si dice stewardess!) o dello steward e sistemerà il suo bagaglio a mano nella cappelliera. Se c'è una donna, a prescindere da età e avvenenza, ça va sans dir, sarà aiutata nella bisogna.
Durante il volo, semprecchè non stiate esalando l'ultimo respiro, evita-te di chiamare il personale di cabina, già impegnato in mille incombenze rigidamente programmate. Solo nel caso in cui l'aereo (o, nei viaggi lun-ghi, la vostra prima classe) sia semivuoto e una hostess simpatica sia nei paraggi, si potrà tentare un po' di conversazione, mantenendosi, ovvia-mente, su banalità quali il tempo, le attrattive del luogo di destinazione etc. Serve a passare il tempo ed è senza impegno. Viaggiando in prima classe, dove gli alcolici sono gratuiti, un gentiluomo giammai si "attacche-rà alla bottiglia". Oltre a far la figura dell'ubriacone - scroccone, c'è il ri-schio che passi la dogana d'arrivo un po' alticcio, il che non è una com-mendevole presentazione né per la polizia locale, né, soprattutto, per il personale dell'albergo che sarà andato a prelevarlo.
Nei rapporti con il vostro vicino o la vostra vicina, se attaccate discor-so, mantenetevi sempre sulle generali: non sapete chi avete accanto. An-che qui soccorrerà lo stile del gentiluomo che eviterà pappagalleschi tenta-tivi di abbordaggio. Spesso le belle figliole sono attese all'arrivo da aitanti giovinotti. Non fidatevi neanche della mancanza di anelli all'anulare sini-stro. La fede sta diventando desueta. In questa materia, ricordarsi sempre che è più eccitante il desiderare che l'avere.
Dopo aver viaggiato per molte ore, poco prima che l'aereo inizi la di-scesa radunate il vostro necessaire e - se siete attesi da qualcuno di specia-le - la camicia di riserva e sbarratevi in bagno per una rinfrescatina. Non capiremo mai cosa ci sia di tanto importante al di là della parete del bagno da avere impedito di spostarla di una quindicina di centimetri. In uno spa-zio così angusto per muoversi con efficacia occorrono disciplina e fiducia in sé stessi, cose che certo non mancano al nostro S.V.
All'arrivo si saluterà come alla partenza il personale di bordo. Se alla partenza avete consegnato bagagli, e la Provvidenza è stata benevola, provvederete voi al ritiro dei medesimi poiché in tutti gli aeroporti del mondo la zona di riconsegna è interdetta al pubblico. Li caricherete su un carrello e li consegnerete all'autista venuto a prelevarvi e che riconoscere-te all'uscita.
Nel caso in cui non siate caro agli Dei, ed il vostro bagaglio stia feli-cemente viaggiando verso l'altro capo del mondo, andate subito all'ufficio "lost & found" per riempire gli appositi moduli. Che non vi costi fatica mantenere una certa distante ironia anche dalla Vostra stessa disgrazia. Un atteggiamento aggressivo non è mai da gentiluomini e non servirà a nulla, poiché l'impiegato che avete di fronte non ha colpa, non ha tempo e non ha alcun modo di aiutarVi. Attendete qualche altro volo dalla stessa pro-venienza, se il loro arrivo è previsto a breve. Ciò eviterà di dover aprire il bagaglio in dogana, cosa obbligatoria appena il collo, giunto in Vostra as-senza, venga sistemato in deposito. Se le cose vanno troppo per le lunghe, non vi resta che andare in albergo e raccomandarvi al vostro Santo Protet-tore.
Quelle giunte sin qui nella lettura saranno certamente persone av-vezze ai tossici e quindi probabilmente fumatori. Tra noi possiamo dirci che la sempre maggiore diffusione dei divieti ha aperto una tale caccia al fumatore da rendere i viaggi di per se stessi molto meno interessanti. Non c'è rimedio. Conserviamo però il ricordo del passato con la dignità del presente: di questa sofferenza parliamo solo tra noi, perché la nostra scomparsa non dia maggior soddisfazione ai nostri carnefici.
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