Oggetto: Una giacca da fumo

Federico Balestrieri

da Milano, giovedì 25 gennaio 2018 alle ore 21:37:27

Illustrissimo Gran Maestro,

è trascorso molto tempo da quando qualche anno fa presi l’ultima volta carta e penna per scriverLe.

Ritorno a farlo su temi simili ai primi, mi scuserà per la monotonia. Crescendo mi sono accorto di avere la tendenza a ripetere comportamenti che mi hanno portato piccoli momenti di gioia: frequentare persone che stimo, restaurare vecchi mobili e proprietà di famiglia, curare il giardino, fumare sigari Avana nei quattro formati che preferisco, sono tra le piccole cose belle che ripeto nella mia vita quotidiana, e nelle quali trovo quiete e serenità. Tra queste gioie non le nascondo c’è anche la caccia a libri fuori catalogo, la ricerca di bei tessuti, le visite da sarto e camiciaia.

Ebbene, illustrissimo Gran Maestro, dalla fredda e piovosa Milano, per nulla grigia come i contemporanei l’hanno dipinta, ma operosa e sostanzialmente ocra per la colorazione delle case dei sestrieri dentro alle mura spagnole, sono a scriverLe di un capo il desiderio del quale mi culla da lungo tempo: una giacca da fumo.

Le norme che ho seguito nella coltivazione lenta del mio guardaroba sono la bellezza, la necessità semplice e le occasioni nelle quali avverto questa necessità. Ho ristrutturato l’appartamento dei miei nonni a Milano non solo per essere la mia dimora, quanto più per esserne attratto, per trovarmici bene, camminando sui suoi pavimenti in marmo e parquet, circondato dai quadri, mobili, lini e stampe dei miei nonni, che alle volte ricordo talmente da poterli pensare presenti: una culla. Spesso passo la sera, dopo il pranzo, fumando un Avana, nello studio, con un distillato, un Franciacorta millesimato od un semplice bicchier d'acqua leggendo un bel libro. Sono quelli i momenti in cui sento il bisogno di una giacca da fumo. In velluto scuro, mi piacerebbe verde, con alamari ,e bavero a scialle di seta dello stesso colore, o poco più scuro. Ed è in questi casi, come oggi, che mi domando cosa ne penserebbe e cosa consiglierebbe. E come completare l’insieme? Sicuramente con un paio di slippers, ma come pantaloni, illustrissimo Gran Maestro, quali ritiene siano adeguati?

Mi sono dilungato. Rimanendo in trepidante attesa che di un Suo consiglio illuminante, La ringrazio infinitazione e porgo cavallereschi saluti,

 

l’umile scudiero,

 

Federico Balestrieri

 

 

 

 

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