Oggetto: Un abito che non ha senso... oppure?

Gianvittorio Moscato

da Vasto, sabato 26 agosto 2017 alle ore 02:49:02

Illustre Gran Maestro,

approfitto nuovamente di questo spazio per chiederle un consiglio.

Il titolo che ho dato a questa lettera è un po' ambiguo ma mi sono messo nelle vesti di uno scrittore e ho cercato di creare un po' di suspense.

Preambolo: purtroppo ho avuto un cambio di taglia e la squadra del guardaroba è in sostanziale crisi.

Detto ciò nei mesi estivi ho in calendario questo eventi:

1)Una cena in un ristorante importante a Firenze (Enoteca Pinchiorri) con commensali attenti come noi al buongusto e all'estetica.

2)Il matrimonio della mia vicina di casa. 

3)Un cocktail/evento di inaugurazione di una lussuosa struttura ricettiva a 5 stelle in Puglia.

 

I singoli eventi avrebbero ognuno   corretti modo  di vestire secondo il mio punto di vista:

 

1) Completo formale ma non troppo impegnativo per un conviviale, quindi magari un blue navy pinstripe o anche falso unito.

 

2) Completo tre pezzi,collo a lancia, grigio fumo.

 

3) Smoking.

 

Sarebbe tutto perfetto se questi completi fossero in mio possesso ma dato il preambolo può constatare che così non è.

 

Aggiungendo la condizione del poco tempo a disposizione e l'intenzione di utilizzare le risorse per rifornire capi di utilizzo quotidiano come valuta questa soluzione: 

 

Un completo nero, tre pezzi, revers a lancia, lana e seta oppure lana e mohair, due bottoni, spacchi e pattine (da nascondere quando sostituisce lo smoking).

La mente mi suggerisce che può coprire forse sufficientemente   sia la cena importante, sia il matrimonio, sia il cocktail.

 

Lei pensa che sia una strada percorribile o un'apparente scorciatoia che porta ad una strada senza uscita ?

 

Sono combattuto; ho paura di creare un ibrido, un abito che voglia fare tutto ma non sa fare niente... un abito sufficiente, quando non è alla sufficienza che si ambisce, un abito scarso, mediocre.

 

Se lei ha altre strade da indicarmi sarò ben felice di percorrerle.

 

Cordiali saluti

Gianvittorio Moscato

 

P.S.

Anche quest'anno sarà per caso presente al Pitti Immagine per qualche evento?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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INVIO

Giancarlo Maresca

Egregio signor Moscato,
mi rendo conto di rispondere fuori tempo massimo, ma mi sono concesso uno dei miei periodi "senza rete". Eccomi ora di nuovo alla mia Scrivania, pronto a risponderle. 

Comincerei con l'esame delle scelte che ipotizza per le tre occasioni estive, che ormai saranno già acqua passata. Proprio perché si è già trovato nelle diverse situazione che ha descritto, potrà giudicare se le alternative da me proposte sono valide. E ci tengo che me lo faccia sapere, perché il rischio mi piace.

1 - La cena da Pinchiorri. Conosco il posto e posso dire che vi ho trovato un servizio impeccabile e mangiato e bevuto divinamente. L'unica esperienza negativa è la visita ai locali sotto il palazzo, dove un tempo saranno stati ricoverati carbone, legna, vecchi attrezzi e quant'altro si stipa in un deposito. Il fatto che ora vi siano diversi milioni in vino non autorizza i proprietari a chiamare cantina quel luogo malsano, dove le lame di aria condizionata tagliano la gola e frustano la cervicale. Il suo nome italiano è scantinato.

Ma torniamo a noi. I ristoranti a tre stelle sono le cattedrali di un nuovo culto, veri e propri templi coi loro sacerdoti e altari, confessioni e assoluzioni. Sono per lo più frequentati da persone che nella quotidianità vivono distrattamente, coltivando gli affari, gli oggetti e gli affetti con scopi e metodi che non hanno nulla a che vedere con l'armonia, la forma, insomma l'eleganza. Periodicamente sentono il bisogno di purgarsi da questo peccato, così si concedono un'esperienza di intensa concentrazione su quanto stanno facendo. Ciò che mettono a fuoco, però, è l'aspetto palatale della vicenda. i più esperti verificano e si godono la correttezza del servizio, ma la maggioranza trascura tutto il resto. Ancora una volta, senza accorgersene, sono distratti e trascurano se stessi.

A quanto leggo il suo gruppo sarà composto da persone che vigilano sull'estetica, ma immagino che non avrà trovato molti altri tavoli che se ne siano preoccupati a sufficienza. La gran parte dei clienti non si accorge che nel momento in cui vi si siede entra a far parte del ristorante, in quanto influenzerà la percezione degli altri fruitori. Così, sebbene questo sia curatissimo, si sente esentata dal coinvolgimento e veste come gli pare. Del resto, avallare lo scarico delle responsabilità è il principale motivo del successo della cultura post-classica.

Non trovo adeguato il pettinato pjn stripe, che fa troppo capoufficio o businessman. Bene il falso unito, magari in tropical, che come soluzione informale è adatta alla situazione. Nello stesso registro, trattandosi di piena estate, suggerirei un lino.

2 - Il matrimonio - Ho notato che tra i tre colori base del registro formale, ovvero nero, grigio e blu, oggi si apprezza maggiormente la terza alternativa, che in effetti ben si adatta ai banchetti celebrati in zone rivierasche o soggetti piuttosto giovani. Il tre pezzi grigio fumo fa comunque la sua bella figura ad ogni cerimonia, escluso quelle in cui non ci sia un dress code superiore. La distinzione che suggerisce è impareggiabile, quindi bene. Quanto al bavero, la soluzione a lancia è questione di gusti.

3 - Il cocktail in Puglia - Escludo che la tenuta adeguata sia lo smoking. Le tenute da cocktail sono un canone sia per l'uomo che per la donna, e la cravatta nera non vi rientra. Per cocktail si intende un evento che comincia intorno alle 19, dove in in Puglia e in agosto ci saranno ancora quasi due ore di sole. Vista la regione, propenderei per un blazer doppiopetto su pantaloni grigi, o un completo di tropical blu. 

Quanto al completo nero, si tratta di un abito che difficilmente manca in un guardaroba, ma non è così eclettico come crede. E' vero, lo si è visto spesso al ristorante, anzi anche troppo. Negli anni novanta, con camicia grigia, era la tenuta tipica del professionista che si era scoperto cultore del sushi. Il suo vero posto è il casinò, le logge massoniche, in generale la sera formale, ma nessuna delle tre occasioni corrisponde a questo registro in quanto il cocktail è una categoria a parte e il matrimonio fa parte delle cerimonie.

Quando si farà  il vestito nero,  non usi i misti con seta o mohair, che gli sarebbero troppa lucentezza. Il tessuto giusto è una saglia leggera in filati extrafini, nella zona tra Super 140 'S e Super 160 'S. Oltre, sono soldi buttati.

Cavallerescamente
Giancarlo Maresca


da Napoli, sabato 26 agosto 2017 alle ore 02:45:47
INTERVENGA

 

 

 

 

 

 

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INVIO

Gianvittorio Moscato

Illustre Gran Maestro,


la la scelta finale è caduta su un tre  pezzi collo a lancia, con gilet doppio petto a scialle (un vezzo che  mi sono concesso). 

Qui per l'occasione del matrimonio con camicia popeline collo classico e oxford nera con punta tagliata. La cravatta poteva essere scelta meglio ma con la luce di quel giorno questa mi aveva convinto, rivedendola ora è rivedibile.


Mi scuso per la bassa qualità della foto ma non ho pensato quel giorno a farne di migliori, appena verrà indossato nuovamente aggiornerò la discussione.


Cordiali saluti.


Gianvittorio Moscato 



da Vasto, mercoledì 20 settembre 2017 alle ore 01:38:43

Gianvittorio Moscato

P.S.


Non ho specificato, anche se evidente  dalla foto, che  l'abito è blu navy in una saglia molto leggera.


Il pantalone non visibile è con doppia pinces, bustino 4 cm senza passanti e vita al punto vita;come è giusto che sia.
da Vasto , mercoledì 20 settembre 2017 alle ore 01:43:03

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