G.PREATTONI - 70° di via Manzoni

Varie - Barbieria e Profumeria

Lorenzo Villa

da Parma, mercoledì 5 ottobre 2016 alle ore 09:24:40

“G. PREATTONI”, Bottega storica in Milano LORENZO, Arrotino Coltellinaio 4.0: la Storia continua

La Vecchia Milano: “volti il cuu a Milan, volti il cuu al pan”, dicevano (e dicono) i Meneghini

Le vie, allora tranquille, risuonavano dei richiami strillati dagli Ambulanti: le prime réclame, “a mezzo voce”.

Impresso nella Memoria, uno su tutti: “Donne, è arrivato l’Arrotinooo!”. E le signore Massaie correvano in strada a farsi affilare i vecchi “ferri del mestiere” e, quando proprio era rimasto poco della lama, a malincuore sostituivano l’amato attrezzo con un tagliente (così si dice tecnicamente) nuovo. Erano sicure però dell’acquisto: il loro “Arrotino di fiducia” era Amico e Consulente esperto, “el Moletta” lo chiamavano.

A volte il “sostituto utensile” non era disponibile: dovevanoquindi attendere il ritorno in zona del Fornitore che, sul suocarretto attrezzato di mola, non poteva tenere che una ridottaquantità di coltelli da vendere. Già, perché allora l’attività prioritaria dell’Arrotino ambulante era appunto affilare, la vendita ne era una “conseguenza  secondaria”.

All’inizio del XX secolo, il Signor Pietro Preattoni , milanese ormai dopo che la Famiglia aveva lasciato la “lontana” Garbagnateera già attivo con la sorella nella Osteria familiare di via Ciovasso (da qui, certamente, l’interesse professionale per i taglienti da cucina…): Pietro, curioso, osserva il fermento in strada e nota anche i malumori delle Sciure che avrebbero dovuto  attendere qualche giorno per ripresentare in tavola un superbo “rost da cuin, l’arrosto di codino (e non solo ma anche la perdita di affari da parte dell’Arrotino, spesso, quando la Sciurali tradiva con la concorrenza).

Così, intelligente e acuto, dotato di “visione” (si direbbe ora), Pietro si prepara professionalmente in officinalascia l’Osteria per aprire nel 1915 la sua prima vera Bottega in via dell’Orso, dopo un breve passaggio nella popolare via FariniPiù di cento anni fa aveva intuito alcune caratteristiche del commercio e dell’impresa, il Signor Pietro, senza necessità di “masteruniversitari”: il sito stabile permetteva più spazio per le operazioni di affilatura e, inoltre, consentiva la disponibilità di vasti assortimenti di “prodotti nuovi”, pronti per essere venduti. Non solo ma trasferendosi in via dell’Orso, Pietro aveva almeno duplicato, e poi triplicato, il suo “Pubblico”: alla signora Massaia poteva ora accodarsi l’Economo e la Cuciniera degli importanti  (e numerosi) palazzi nobiliari circostanti, abitati da persone “ mezzi” come si diceva a Milano; e a loro si aggiungeva  la emergente “Padrona  di casa” borghese, la Signora benestante che sarebbe divenuta nel tempo attenta al prodotto di qualità, primaancora che del prezzo dell’oggetto. Ecco che Pietro Preattoni, nel 1915, coniuga compiutamente, anticipandoli, i principi del marketing moderno: segmentazione di domanda e di offerta; qualità di servizio e prodotto” appropriata; continuità e fidelizzazione del Cliente.

Il nostro Arrotino milanese, eccezione indigena in un mondo di esperti colleghi (famiglie intere) “forestieri”,   in gran parte trentini, arricchisce la sua proposta di taglienti di qualità, col giusto prezzo, passando a poco a poco dalla vendita dell’oggetto accessoria dell’affilatura, al “servizio di arrotatura” come “facilitatore” del commercidi prodotti diversificati e creatore dei conseguenti  ricavi .

Variegate le proposte, poiché alle linee per la cucina Pietro, con i figli Cesare e Giuseppina in bottega insieme a lui, aggiunge altre lame e accessori (per la persona, il giardinaggio…) e da li, come in un grande giuoco del Domino, le tessere si uniscono le une alle altre portando la Famiglia ad esplorare il mondo dei profumi, della cosmetica, della pelletteria… e a trarne un’ ottima fama. Dai Preattoni, nel breve, si troverà  molto più che un semplice coltello e tutto di eccellente qualità.

La vita scorre e le vicende familiari si susseguono: Pietro lascia, per sempre, i suoi Cari, la Bottega e la sua Milano; i figli si separano, si ricongiungono, per poi dividere ancora le rispettive attività. Due atroci Guerre sono passate, con Dolore e distruzioni ma Giuseppina Preattoni è forte e tenace: nel 1946 (70 anni fa precisi) apre il SUO negozio, la SUA bottega di via Manzoni. 

L’insegna è, ovviamente, “G. PREATTONI”, a testimoniare il suo impegno e il suo amore profondo per quel  Mestiere che il Papà Pietro aveva così innovato e a lei tramandato.

Giuseppina “G.” Preattoni  contribuisce con un tocco di sensibile femminilità all’espansione della “visionarietà” commerciale di Papà Pietro, aggiungendo ai prodotti raffinate collezioni di alta Profumeria inglese e francese, oltre che italiana. Anche lei anticipa, preveggente dalle macerie della Ricostruzione, la attitudine di Milano ad essere cosmopolita, ad attrarre l’attenzione internazionale per il suo “glamour”. L’aiutano nell’opera i nipoti del marito, i fratelli Botta.

Milano, nel frattempo, risorge e cambia in parte il suo aspetto: grandi lavori attendono via Manzoni, proprio là in fondo dove è situata la Bottega Preattoni. Un altro temporaneo trasferimento avviene dunque ma la rotta è tracciata: G. Preattoni  si dedica ancor più alla profumeria di Alta Classe. Quando, a fine lavori nel 1955, ritorna nel negozio di via Manzoni la Bottega sarà considerata un riferimento “sicuro” oltre che per i taglienti della Tradizione anche nel mondo delle Essenze pregiate, per uomo e donna.

Nel 1963 il nipote Giampietro, figlio del fratello Cesare, esperto rappresentante di coltelleria, raggiunge  Giuseppina e sviluppa con lei le attività, ormai molteplici. Fino al momento in cui, nel 1980, le subentra consolidando la Tradizione di Famiglia e modernizzandola anche sotto il profilo di Impresa.

Gli “Anni ‘80”. Eccoci  a Lorenzo, dunque: Arrotino e Coltellinaio “4.0”… Buon sangue non mente !  

Professionale agente di commercio del settore, Lorenzo  nel 1985 entra in Bottega, col Papà e la Mamma Maria Pia. La prima azione innovativa è la trasformazione del negozio per la massima funzionalità del servizio e della vendita: il posto giusto per la cosa giusta. 

Lorenzo coltiva l’amore per il suo Mestiere, unendo l’utilità dell’oggetto (“a cosa Le servirà ?”, chiede sempre al Cliente per interpretare correttamente la sua domanda) alla “bellezza” che va oltre l’estetica e l’ergonomia, conferendo al tagliente a agli altri accessori il dono della “durevolezza affascinante”, del farsi amaresempre più dal proprietario, nel tempo, trascorrendo pagine della Vita in comune con lui.

Procede nell’ evoluzione, Lorenzo, suggerendo al Cliente (come un tempo i grandi Concierges e i sublimi Bartenders  “de Luxe) alcuni consigli preziosi che faranno da corollario ai loro acquisti (anche se minimi; pure se passano solo per salutarlo amicalmente; e nell’ eguale affabile maniera se si tratta di passanti incuriositi dalla accattivante vetrina della Bottega). Crea, Lorenzo, un Circuito virtuoso della Utilità Bella, della Bellezza Utile”, ponendo la dovuta attenzione alle ultime innovazioni del gusto e della  tecnologia, insomma  alle tendenze, “prima che si facciano Moda”.

Ecco il Bottegaio (come lui ama definirsi), l’Arrotino Coltellinaio “4.0” con lo sguardo volto al futuro del proprio commercio, che elimina l’effimero barocco, per proporre invece al suo Pubblico oggetti (e stili di vita) che potranno durare nel tempo piacendo ancora, ed essere tramandati con affetto ai propri figli. 

Come a lui è stata tramandata, in un secolo, l’Arte “artigiana” dell’Affilatura: delle lame e del Pensiero.


 

Milano, 3 ottobre 2016


(testo di  Fabio Alessandro File’, già vicepresidente di Assolombarda  e  curatore di “Memorie d’Impresa “)


 

 

 

 

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