Bruno Acampora

Barbieria e Profumeria

Lorenzo Villa

da Parma, venerdì 14 ottobre 2016 alle ore 11:25:18

Sono sempre meno interessato al mondo della profumeria, mai come oggi perso in una reiterazione creativa stanca, sciocca e meramente commerciale. Testualmente è proprio la profumeria di nicchia (?) che brancola più che mai all'interno di queste coordinate, rinunciando a ciò che l'aveva in parte contraddistinta all'inizio del suo percorso, la ricerca, la qualità e l'originalità. Quest'ultima non guasterebbe di certo in un settore che dovrebbe fare della sorpresa e dell'invenzione ardita le sue "note dominanti".

Questa piccola casa napoletana, nel corso della sua storia lunga quarant'anni, non è mai venuta meno ai requisiti poc'anzi elencati, aggiungendovi la coerenza e uno stile proprio. Qualunque fragranza andrete a provare sarà indiscutibilmente Acampora, piaccia o non piaccia. La nota di base è tipica, pronunciata, ipnotica, una firma finale ineluttabile che la piccola maison di Via Filangeri appone alle sue creazioni.

In più la scelta di proporre le profumazioni in pura essenza oleosa. Una maniera di profumarsi al contempo efficace e antica. La persistenza è garantita dalla concentrazione massima, l'evoluzione - il fattore troppo spesso trascurato in profumeria - esaltato dallo scambio epidermide-olio che evita l'appiattimento del jus. Nessuna invadenza all'inizio, nessuna sparizione in breve tempo; la fragranza dialoga per ore con la pelle diventando parte stessa del "nostro" profumo. Uno scambio alchemico possibile solo con questa tipologia di prodotto.


Se Sballo (1977) e Bruno (2014) sono i due capisaldi del mio gusto, il piccolo laboratorio artigianale ha appena proposto una collezione di 7 profumi per riscrivere alla maniera di Acampora i grandi temi della profumeria classica : Cuoio, Vetiver, Sandalo, Vaniglia, Oud, Colonia, Patchouli.


Tre emergono con forza :




Un cuoio sontuoso ed elegante. Aromatico, balsamico, soffice ma intenso. Severo dopo alcune ore sulla pelle, ha un carattere austero e maschile eppure di gran classe. La base Acampora sempre in evidenza. Lunga persistenza e costanza.




Splendido vetiver naturale e selvaggio. Piccante, profondo, con l’inconfondibile imprinting Acampora. Elegante e seducente, nella mia mente rappresenta la bellezza della sartoria napoletana. Da immaginare con una cravatta che svolazza leggera e spavalda.





La rassicurante colonia classica che diventa persistente e profonda senza mai rinunciare alla soavità. Con agrumi e fiori è facile cadere nel precipizio del chimico e artefatto, soprattutto a queste concentrazioni. Acampora mantiene il registro in maniera bilanciata, senza alcuna forzatura. Il sole a Capri d'estate.Sono sempre meno interessato al mondo della profumeria, mai come oggi perso in una reiterazione creativa stanca, sciocca e meramente commerciale. Testualmente è proprio la profumeria di nicchia (?) che brancola più che mai all'interno di queste coordinate, rinunciando a ciò che l'aveva in parte contraddistinta all'inizio del suo percorso, la ricerca, la qualità e l'originalità. Quest'ultima non guasterebbe di certo in un settore che dovrebbe fare della sorpresa e dell'invenzione ardita le sue"note dominanti".

Questa piccola casa napoletana, nel corso della sua storia lunga quarant'anni, non è mai venuta meno ai requisiti poc'anzi elencati, aggiungendovi la coerenza e uno stile proprio. Qualunque fragranza andrete a provare sarà indiscutibilmente Acampora, piaccia o non piaccia. La nota di base è tipica, pronunciata, ipnotica, una firma finale ineluttabile che la piccola maison di Via Filangeri appone alle sue creazioni. In più la scelta di proporre le profumazioni in pura esseza oleosa. Una maniera di profumarsi al contempo efficace e antica. La persistenza è garantita dalla concentrazione massima, l'evoluzione - il fattore troppo spesso trascurato in profumeria - esaltato dallo scambio epidermide-olio che evita l'appiattimento del jus. Nessuna invadena all'inizio, nessuna sparizione in breve tempo; la fragranza dialoga per ore con la pelle diventando parte stessa del "nostro" profumo. Uno scambio alchemico possibile solo con questa tipologia di prodotto.

 

Se Sballo (1977) e Bruno (2014) sono i due capisaldi del mio gusto, il piccolo laboratorio artigianale ha appena proposto una collezione di 7 profumi per riscrivere alla maniera di Acampora i grandi temi della profumeria classica : Cuoio, Vetiver, Sandalo, Vaniglia, Oud, Colonia, Patchouli.

Tre emergono con forza :

 

 

 

Un cuoio sontuoso ed elegante. Aromatico, balsamico, soffice ma intenso. Severo dopo alcune ore sulla pelle, ha un carattere austero e maschile eppure di gran classe. La base Acampora sempre in evidenza. Lunga persistenza e costanza.

 

 

 

 

Splendido vetiver naturale e selvaggio. Piccante, profondo, con l’inconfondibile imprinting Acampora. Elegante e seducente, nella mie mente rappresenta la bellezza della sartoria napoletana. Da immaginare con una cravatta che svolazza leggera e spavalda.

 

 

 

 

La rassicurante colonia classica che diventa persistente e profonda senza mai rinunciare alla soavità. Con agrumi e fiori è facile cadere nel precipizio del chimico e artefatto, soprattutto a queste concentrazioni. Acampora mantiene il registro in maniera bilanciata, senza alcuna forzatura. Il sole a Capri d'estate.

Sono sempre meno interessato al mondo della profumeria, mai come oggi perso in una reiterazione creativa stanca, sciocca e meramente commerciale. Testualmente è proprio la profumeria di nicchia (?) che brancola più che mai all'interno di queste coordinate, rinunciando a ciò che l'aveva in parte contraddistinta all'inizio del suo percorso, la ricerca, la qualità e l'originalità. Quest'ultima non guasterebbe di certo in un settore che dovrebbe fare della sorpresa e dell'invenzione ardita le sue"note dominanti".

Questa piccola casa napoletana, nel corso della sua storia lunga quarant'anni, non è mai venuta meno ai requisiti poc'anzi elencati, aggiungendovi la coerenza e uno stile proprio. Qualunque fragranza andrete a provare sarà indiscutibilmente Acampora, piaccia o non piaccia. La nota di base è tipica, pronunciata, ipnotica, una firma finale ineluttabile che la piccola maison di Via Filangeri appone alle sue creazioni. In più la scelta di proporre le profumazioni in pura esseza oleosa. Una maniera di profumarsi al contempo efficace e antica. La persistenza è garantita dalla concentrazione massima, l'evoluzione - il fattore troppo spesso trascurato in profumeria - esaltato dallo scambio epidermide-olio che evita l'appiattimento del jus. Nessuna invadena all'inizio, nessuna sparizione in breve tempo; la fragranza dialoga per ore con la pelle diventando parte stessa del "nostro" profumo. Uno scambio alchemico possibile solo con questa tipologia di prodotto.

 

Se Sballo (1977) e Bruno (2014) sono i due capisaldi del mio gusto, il piccolo laboratorio artigianale ha appena proposto una collezione di 7 profumi per riscrivere alla maniera di Acampora i grandi temi della profumeria classica : Cuoio, Vetiver, Sandalo, Vaniglia, Oud, Colonia, Patchouli.

Tre emergono con forza :

 

 

 

Un cuoio sontuoso ed elegante. Aromatico, balsamico, soffice ma intenso. Severo dopo alcune ore sulla pelle, ha un carattere austero e maschile eppure di gran classe. La base Acampora sempre in evidenza. Lunga persistenza e costanza.

 

 

 

 

Splendido vetiver naturale e selvaggio. Piccante, profondo, con l’inconfondibile imprinting Acampora. Elegante e seducente, nella mie mente rappresenta la bellezza della sartoria napoletana. Da immaginare con una cravatta che svolazza leggera e spavalda.

 

 

 

 

La rassicurante colonia classica che diventa persistente e profonda senza mai rinunciare alla soavità. Con agrumi e fiori è facile cadere nel precipizio del chimico e artefatto, soprattutto a queste concentrazioni. Acampora mantiene il registro in maniera bilanciata, senza alcuna forzatura. Il sole a Capri d'estate.

 














 

 

 

 

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