Alcune regole

Galateo della tavola

Antonio De Lucia

da Napoli, giovedì 16 novembre 2017 alle ore 23:37:21

La tavola offre l’occasione più gradita e frequente per incontrarsi e conoscersi: perfino nelle cene più formali e rigorose esiste un velo di familiarità, un’apertura concessa da chi invita e colta da chi accetta l’invito, per questo motivo è anche il momento in cui una prima impressione può essere cruciale e l’osservanza delle regole permette davvero di lasciare un ottimo ricordo di sé.

I Cavalieri si ritrovano a tavola dopo le complesse Adunanze, si incontrano spesso dopo mesi, anche anni, e non vi è posto migliore per creare l’atmosfera dove fondere ideali di lealtà, amicizia, cortesia ed educazione.

Pertanto, codificata in ciò che è noto come Galateo, l’educazione costituisce un codice comportamentale che, se conosciuto a tutti i commensali, rende semplice la convivenza in quella specifica occasione.

Racconta Elda Lanza, acuta autrice de “Il tovagliolo va a sinistra”, che il Galateo corrisponde a logica, poiché se il cucchiaio viene preso con la destra, è logico che sia a destra del piatto, così come il non parlare mentre si mastica risponde a un’esigenza di sicurezza, perché il boccone potrebbe andare di traverso.

Qui di seguito, mi sono permesso di sintetizzare alcuni punti fondamentali delle regole da osservare a tavola, colte da più fonti.

La parola d’ordine è “naturalezza”, vedrete che alcune regole sono rispettate automaticamente perché vengono “naturali”.

-         Lavarsi le mani prima di accomodarsi a tavola. Il padrone di casa non avrà dispiacere se vien chiesto di poter usare la toilette;

-         Bisogna sedersi alla giusta distanza l’un l’altro;

-         I gomiti devono essere attaccati al corpo, busto eretto, solo le mani (polsi) devono toccare la tavola;

-         Non vanno allungate le gambe sotto al tavolo;

-         Il tovagliolo, posto a sinistra, va posto in grembo, a copertura delle gambe, non usato a mo’ di bavaglino;

-         Non si dovrà iniziare a mangiare finché non siano tutti serviti e i padroni di casa abbiano iniziato; eventualmente saranno loro a permettere di cominciare se vi fosse rischio che il piatto si raffreddi;

-         Non si dice “Buon appetito”, perché alle tavole aristocratiche non si arrivava mai affamati, ma per incontrarsi e discutere di vari argomenti; si attende un cenno della padrona di casa, semmai;

-         Occhio al pane, va posto a sinistra, insieme al tovagliolo, e lo si spezza con le mani (per questo vanno pulite!); non si tocca o si mangia il pane con le posate e peggio ancora non lo si usa per fare la scarpetta!!

-         Non si fa rumore mentre si mangia, così come non si parla ad alta voce, e ovviamente non si parla al cellulare, che va nascosto e mai messo a tavola;

-         Non si soffia sul cibo per raffreddarlo;

-         Prima di bere, occorre terminare la masticazione e pulire la bocca col tovagliolo, onde evitare che si sporchi il bicchiere;

-         La pietanza va portata alla bocca e non viceversa, quindi non bisogna avvicinarsi al piatto: eventualmente cadesse il boccone, a questo servirebbe il tovagliolo poggiato in grembo. Non si usa il coltello per avvicinare cibo alla bocca e per terminare il brodo si solleva leggermente il piatto verso l’interno tavolo e non verso l’esterno;

-         La forchetta si tiene con la mano destra a meno che non si adoperi per tagliare con il coltello, allora si terrà nella sinistra mantenendola per avvicinare il boccone al piatto: non si può tagliare tutto e poi adoperare la forchetta sempre con la destra!

-         Il cucchiaio si riempie solo a metà, e non va usato in combinazione con la forchetta per arrotolare spaghetti o tagliatelle;

-         Non si taglia col coltello né il formaggio né le uova, e neppure la pasta al forno, ci si aiuta con la forchetta;

-         Se si è deciso di terminare, le posate vanno messe dritte con le punte verso l’alto (lancette a ore sei), mentre se si è in pausa vanno messe a ore otto e venti con le punte abbassate per non far colare intingoli in modo da sporcarle; non si appoggiano con le punte sul bordo del piatto!

-         Non alzarsi per prendere qualcosa dalla tavola, ma chiedere al vicino di porgerla;

-         Se si prende cibo da un piatto da portata non si adoperano le proprie posate;

-         Non si usano stuzzicadenti così come non si chiede il sale, sarebbe come dire alla padrona di casa che il cibo non è cucinato bene;

-         Prima di versarsi vino o acqua, assicurarsi che gli altri abbiano il bicchiere pieno;

-         Non prendere troppo cibo per poi lasciarlo nel piatto;

-         Il brindisi richiede che il braccio sia steso verso il festeggiato, si sorseggia, non si dice “Cin Cin” e peggio ancora “Bollicine”, piuttosto se si vuole si può fare un augurio;

-         Per rifiutare una bevanda o una portata basta fare un gesto discreto, non plateale;

-         Il cucchiaino da caffè non va messo in bocca dopo averlo usato per mescolare, il movimento poi deve essere dal basso verso l’alto e non rotatorio; per il tè invece il movimento deve essere avanti e indietro, mai neppure qui rotatorio;

-         I bicchieri vanno posti dal centro del piatto verso destra, iniziando dal bicchiere dell’acqua; più vicino alla destra (per intenderci, alle punte dei coltelli) i bicchieri del vino, se sono diversi; i calici si prendono per lo stelo!

-         Se il tavolo è rettangolare, a capotavola saranno il padrone e la padrona di casa. Alla destra di ognuno si accomoderà rispettivamente la signora e il signore più importanti; alla sinistra invece la signora e il signore leggermente meno importanti e così via. Si rispetta l’alternanza uomo/donna, mai mettere tutti gli uomini da un lato contro le signore;

-         Per evitare situazioni imbarazzanti, tipo un nocciolo della frutta o un boccone che proprio non ne vuol sapere di andare giù, si avvicina la forchetta alla bocca e con questa si depone il cibo o il nocciolo nel piatto; sconsigliato prendere con la mano e nasconderlo prima di metterlo nel piatto.


Altre regole sono sicuramente state dimenticate, prego chi le ricordi di aggiungerle!

 

 

 

 

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INVIO

Lorenzo Villa

Egregio Cavalier De Lucia,


a tavola non si dovrebbe mai parlare troppo del cibo che si sta degustando. Noi italiani andiamo avanti ore a disquisire sulla bontà o meno, sulla correttezza, sui ricordi di pietanze, con ogni sorta di commento e rilancio. Questo non andrebbe mai fatto.

Anche il capitolo vino : nella speranza mai sopita che venga servito un nettare di alto lignaggio e di provata bontà, ciò nondimeno mai ci saranno commenti in tal senso. La naturalezza è la via della bellezza e del buon gusto. Fosse anche un Petrus di annata memorabile.


L.V


da Tavola..., mercoledì 29 novembre 2017 alle ore 10:38:08
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