Nella City londinese 15 anni dopo

Dress Code - Abiti - Teoria e Storia dell'Abbigliamento classico

Arcangelo Nocera

da Genova, martedì 20 settembre 2016 alle ore 16:36:05

Le due foto allegate mi danno la possibilità di qualche riflessione sull'evoluzione dell'abbigliamento classico maschile in relazione al loro ambito d'uso. La prima risalente al 1939, allegata anche come copertina, ritrae due businessmen mentre discutono allegramente nei pressi del London Stock Exchange. Entrambi indossano abiti formali da mattina con giacca nera, gilet sottogiacca e pantaloni a righe associati ad un cilindro nero (due  stroller suits con revers a lancia di cui uno a doppio petto ed un altro monopetto ). Il colore di questo copricapo ci rivela il dress code che ne  sottende l' uso: il mondo degli affari anche di mattina ammette solo il nero (black top hat) a differenza del colore grigio (gray top hat) idoneo per  matrimoni da mattina o per assistere ad eventi sportivi quali le corse ad Ascot. La strettissima annodatura delle cravatte, impreziosita al di sotto del nodo da fossette (“dimples”) perfette, sembra svelare la presenza in entrambi personaggi di doti quali sicurezza ed autorevolezza, indispensabili ad un uomo d'affari. A differenza del gentiluomo di destra, il cui gilet  è dello stesso tessuto della giacca, quello di sinistra indossa non un classico gilet  in tessuto  ma un  gilet grigio in lana, riconoscibile come tale sia per la  particolare lunghezza che  per  la  maggiore spaziatura dei bottoni. Quest'ultimo particolare, permette alcune considerazioni di tipo storico: i) come documentato da immagini fotografiche e da fashion sketchs, apparsi su Apparel Arts ed Esquire di quel periodo,  l'introduzione di un gilet sottogiacca in lana al posto del classico gilet in stoffa incomincia ad osservarsi nel contesto urbano del West End londinese intorno al 1937 in associazione ad  abiti da mattina realizzati principalmente con tessuti  definiti “semi-sports” (in quanto adatti sia per la campagna che per le occasioni informali in città) (vedi al Castello gli Appunti n° 6284 e 3112 del Taccuino dell'Abbigliamento); ii) gilet in lana,come quello presente nell'immagine, rappresentano una variante rarissima dei gia' rari gilet in jersey, talvolta osservabili al disotto di giacche  da stroller o di morning coats.

 

 

La seconda immagine, risalente al 1954, ritrae anche questa volta  due uomini d'affari  mentre camminano in Cheapside, una strada del distretto  finanziario della City. Il loro abbigliamento è profondamente cambiato: non piu' stroller suits ma completi monopetto a tre pezzi nella  classica tonalità “fumo di Londra “, associati  a bombette nere. Anche se negli anni 50' era  ancora possibile ammirare nella City londinese signori in stroller suit e cilindro, a partire dall'inizio dello  stesso decennio l'abito tre pezzi fumo di Londa e la bombetta nera  si affermano  come l'insieme piu' utilizzato, quasi un uniforme, dagli uomini d'affari londinesi, diventando poi nell'immaginario collettivo extrabritannico l'immagine iconica dell'eleganza maschile in città e  del british style.

 

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Arcangelo Nocera

Questo secondo intervento, anche se apparentemente non collegato all'oggetto del titolo del primo intervento, si richiama in qualche modo ad esso in quanto riprende la discussione su pullover e gilet in lana, diffusisi quali capi di abbigliamento sottogiacca a partire dalla seconda metà degli anni '30 del secolo scorso. La prima immagine, pubblicata su Esquire nel Marzo del 1936, ritrae un uomo ed una donna  mentre, in un intervallo tra le corse, discorrono piacevolmente ai bordi della pista di un ippodromo. Il gentiluomo indossa un abito monopetto in un tessuto cheviot “ lovat green” dal pattern a riquadri Glen Urquhart con overplaid in rosso, la cui giacca a tre bottoni è corredata da tasche oblique con pattine e da spacchi laterali. Al disotto della giacca un pullover in alpaca ,di un verde brillante, rimpiazza il classico gilet in tessuto degli abiti a tre pezzi. Tale nuova tendenza ando' affermandosi proprio in quel periodo sull'esempio di Edoardo Principe di Galles (dal 20 Gennaio di quell' anno e solo fino all' 11 Dicembre re come Edoardo VIII) che, con l'eccezione del periodo piu' giovanile, preferi' sempre indossare sottogiacca in lana. L'insieme, come molti altri  presenti nei fashion sketches pubblicati in quegli anni da Esquire ed Apparel Arts, rivela anche in altri particolari l'influenza di Edoardo (poi Duca Di Windsor), diventato nel corso degli anni '30 esempio insuperato di eleganza e principale punto di riferimento per l'abbigliamento maschile negli ambienti dell'aristocrazia  internazionale e delle upper classes europee e statunitensi. Tali particolari sono riconoscibili nell'estrema rastrematura delle maniche della giacca che si dipartono da un giromanica  molto alto e stretto, nel ricco drape delle aree sottomanica (accorgimenti tecnici che permettono in ogni movimento una perfetta aderenza della giacca al collo ed al tronco) e nelle calzature derby oxford scamosciate color tabacco. La postura del gentiluomo nel disegno risulta finalizzata a mettere in risalto proprio tali dettagli tecnico-stilistici della giacca che sembra perfettamente ricopiata su quella del Duca di Windsor ritratta nella seconda foto.




da Genova, sabato 1 ottobre 2016 alle ore 10:52:33
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