Dei blazer dai bottoni smaltati

Sartoria - Giacche - Teoria e Storia dell'Abbigliamento classico

Alessandro Fontanelli

da Firenze, martedì 21 novembre 2017 alle ore 02:48:07

Gentili Gran Maestro e Cavalieri tutti,


stimolato da una pezza di flanella pettinata blu navy da 15 oz che mi ha ammaliato occhieggiando dagli scaffali del drappiere, sto ripercorrendo sulle pagine del Sito e del Castello i notevolissimi contributi sulla genesi del blazer, le forme e i materiali, la fondamentale teoria dei bottoni.


La pezza si è prevedibilmente trasferita nelle mie segrete, pronta a trasformarsi al momento opportuno: non sarà un hopsack, una flanella cardata o uno degli altri tessuti solitamente associati al blazer monopetto invernale come quello che ho in mente, eppure ha solleticato i miei sensi e tanto mi basta. Ma quali bottoni? Pur prevedendo un ampio utilizzo in ambito lavorativo, percepisco dei limiti nel corno nero: preferisco mantenere un rapporto con l'origine insieme sportiva e marziale del capo, per cui lo immagino un filo più lungo del consueto, con tasche applicate, spalla con rullino e bottone in metallo bianco.


Eppure, andando per botteghe con la mia pezza in caccia di bottoni, non ho trovato il giusto accoppiamento: martellato, opaco od invecchiato che fosse, l'effetto del metallo mi è parso sempre un filo chiassoso per il tipo di registro, ampio, cui vorrei destinare la giacca. Con sorpresa, almeno per me che non l'avevo mai considerata, la migliore opzione si è concretizzata nel bottone in metallo bianco e smalto blu, un pezzo nemmeno particolarmente pregiato, che l'ultimo negoziante visitato ha poggiato sulla pezza. In effetti, pur mantenendo un legame con le sue origini, così attrezzato il blazer in divenire mi appare più composto e discreto, con il metallo che fa capolino ma non ruba la scena.


Ora, quella del bottone smaltato è una lingua sino ad oggi sconosciuta al mio orecchio, una lingua di cui non conosco storia e tradizione e che fatico ad interpretare. E nemmeno sono riuscito nel mio vagare a trovare una guida tra le mura sapienti di questo Castello, dove poco mi pare si sia trattato del bottone smaltato; la stessa teoria dei bottoni, pietra miliare in materia, ne ignora l'esistenza. Certo, l'assenza è già di per sé una risposta, a suo modo, e potrebbe indicare come tale tipolgia di bottone non appartenga alla tradizione dell'eleganza maschile italiana. Eppure una dignità, forse in tradizioni diverse, potrebbe averla, se storiche e serie case quali Holland & Sherry o Benson & Clagg li hanno da sempre a catalogo.  


Vi sarei quindi molto grato se voleste condividere con me le Vostre riflessioni in merito.


Saluto cordialmente,


Alessandro Fontanelli

 

 

 

 

Avvertenza:
Volendo aggiungere immagini interne all’intervento, cliccare Invio due volte prima e dopo averle inserite.
Solo così appariranno ben distanziate dal testo e tra loro.

 

Selezioni l'immagine di anteprima

INVIO

Giancarlo Maresca

Egregio signor Fontanelli,

il bottone nasce migliaia di anni fa come accessorio di lusso riservato alle elite, più che dettaglio funzionale. Anche quando, tra il 13° e il 14° secolo, si diffonde come pratica alternativa ai lacci,  resta pur sempre in vista conservando l'attitudine ornamentale. Si può spendere una bella cifretta per un oggetto che in fin dei conti è un investimento perché dura ben oltre l'abito e inoltre possiede una naturale attitudine ad esibire gusto, cultura, appartenenza e status. Sin dall'inizio abbiamo quindi un ampio fronte di bottoni gioiello, tra cui quelli smaltati. Il Classico, con la sua indole borghese, trascura questa ricerca di effetti eclatanti e lascia il bottone gioiello ai soli studs del frac, un capo che non a caso esisteva ben prima dell'affermazione del Classico. Si può dunque dire che il bottone smaltato abbia una lunga e gloriosa storia, ma ha anche qualcosa di un mondo preclassico fatto più dal pregio della materia prima che dal gusto e dall'appropriatezza. Pur senza giudicarlo male, questa leziosità ha fatto in modo che il Classico, e di conseguenza il Castello prima e la Cittadella poi, lo abbiano lasciato in secondo piano. Se lo ha sentito subito suo lo adotti pure, nessuno dirà che è sbagliato per principio. Nel caso può sempre cambiarlo, e credo che se continuerà a percorrere questa strada è proprio quello che avverrà tra pochi anni.

  1. Cavallereschi saluti

  2. Giancarlo Maresca
da Napoli, domenica 25 febbraio 2018 alle ore 14:55:52
INTERVENGA

 

 

 

 

 

 

INSERISCI UN'IMMAGINE

INVIO

Walter Di Monte

Illustrissimo Gran Maestro,

Approfitto della conversazione in corso per chiedere come abbinare i gemelli, magari smaltati, con la bottoniera del blazer ? E come giocare con forme, colori e materiali dei gemelli per creare l'armonia con i bottoni della giacca, il colore della camicia e altri eventuali accessori ?

Come spunto, nell'immagine, dei gemelli ovali in smalto della ditta inglese Deakin & Francis con colori che potrebbero essere adatti ad un blazer blu navy, camicia azzurra, cravatta regimental della royal air force. Cosa ne pensa il Gran Maestro ? Sarebbe possibile creare un abbinamento con un maggiore guizzo estetico?

Porgo i miei migliori saluti.


 
da Londra, martedì 3 aprile 2018 alle ore 18:34:19

Alessandro Fontanelli

Illustrissimo Gran Maestro,

il Suo pensiero è, al solito, preziosissimo ed illuminante, grazie alle Sue parole capisco cosa mi turbasse nell'idea dei bottoni smaltati sul blazer.

Ciò che mi aveva colpito, la discrezione dell'insieme, è in sostanziale contrasto con l'origine esuberante ed ornamentale del monile, quale in effetti è il bottone smaltato, come da Lei sapientemente puntualizzato. Mi appare ora chiara l'incongruenza in cui ero incorso, ricercando la compostezza dove essa non ha stabile dimora.

Saluto cordialmente,

Alessandro Fontanelli

da Firenze, giovedì 8 marzo 2018 alle ore 15:01:38
INTERVENGA

 

 

 

 

 

 

INSERISCI UN'IMMAGINE

INVIO

Prossimi Eventi

oggi novembre - 2018
Lun
Mar
Mer
Gio
Ven
Sab
Dom